|
Allora, che raccontarvi di me? Sono nata e ho sempre vissuto a Roma. Qui ho fatto tutti i miei studi, a parte 5 mesi a Parigi con l’Erasmus, esperienza che consiglio a chi sta all’università. Sono laureata in Lettere Moderne con una tesi in Storia e critica del cinema: “L’immagine della donna borghese nel cinema di Antonioni”
Mentre,
con molta calma, facevo l’università, ho vinto il concorso al Centro
Sperimentale di cinematografia, ma non è stato affatto facile entrare in
una di queste scuole statali a concorso. No! Ho fatto 3 volte l’esame
prima che ,per puro culo, scusate ,decidessero che sì, tutto sommato
questa è bravina…
La scuola di recitazione mi ha dato molto, soprattutto dal punto di vista della disciplina e devo molto alla mia insegnante Leonore Lohman. D’altronde un attore è come un romanziere: deve soprattutto vivere, almeno è quello che penso. Non è bellissimo osservare le persone? Ascoltarle? Guardare qualcuno seduto sull’autobus e provare a immaginare la sua vita? Viaggiare…
Mi piacerebbe
potervi raccontare che sono scappata di casa a 15 anni e che nei primi
tempi mi guadagnavo da vivere ai mercati generali sbucciando i fagioli, ma
la mia vita è stata abbastanza normale…e difficile come quella di tanti. A
casa nessuno mi ha detto “cosa vuoi fare??!” , no anzi i miei genitori per
primi, pur facendo tutt’altro nella vita, mi hanno trasmesso l’amore per
il teatro, il cinema e la musica; mio fratello infatti lavora anche lui
nel cinema come montatore. Penso di essere fortunata, perchè tutto quello
che ho fatto, l’ho fatto sempre con la voglia di farlo, nessuno mi ha mai
imposto nulla, pensate anche a scuola, andavo benino, ma nessuno mi ha mai
costretto a studiare, mi piaceva…eh che ci volete fare so strana! Non sono
scappata di casa ma ho sempre cercato di essere indipendente, così mentre
facevo l’università, ho fatto la cameriera.
Oggi sono contenta delle mie scelte; come tutti ci sono momenti che non vorrei aver vissuto, ho sofferto, ho subìto non potendomi difendere, ma il segreto sta nel trasformare le brutture della vita, non cancellandole, ma aprendo gli occhi e facendo in modo che sia una sensibilità ancora più acuta a guidarci, ascoltandola sempre, e cercando nel nostro piccolo di essere diversi. Oddio m’è partito er sermone!
Elda |